VACCINO COVID E BAMBINI: COSA SAPPIAMO E QUANDO SARA' DISPONIBILE. - Family Days

VACCINO COVID E BAMBINI: COSA SAPPIAMO E QUANDO SARA’ DISPONIBILE.

Vaccino Covid e bambini: cosa sappiamo? Quando sarà disponibile?

Il piano vaccinale in italia è partito ufficialmente lo scorso 27 dicembre, dando precedenza alla popolazione più esposta e più a rischio, quindi operatori sanitari e, a seguire, ultraottantenni ed anziani.

I bambini che hanno sempre continuano, dallo scorso settembre,  a frequentare la scuola, insieme agli adolescenti, sono al momento esclusi dal piano vaccinale.

Perché i bambini e ragazzi sono esclusi dal piano vaccinale Covid 19?

Al momento non sono ancora stati fatti i trial clinici sulla popolazione sotto i 16 anni. La normativa prevede infatti che i vaccini, prima di essere immessi in commercio, dopo la fase pre-clinica, subiscano 3 processi in cui vengono sperimentati sul target di riferimento e, sempre in base alle normative, le sperimentazioni vengono avviate sulla popolazione adulta. Lo scopo è duplice: valutare l’efficacia del vaccino ma anche e soprattutto la sua sicurezza. La sperimentazione è dunque necessaria anche sui bambini perché la loro risposta immunitaria può essere diversa da quella di un adulto.

Al momento, inoltre, i bambini non rientrano nel piano vaccinale anche perché non sono considerati una categoria a rischio e perchè, fortunatamente l’impatto del virus è inferiore su di loro, rispetto agli adulti.

Ovviamente questo non significa  che si debba negare che esistano comunque dei casi gravi anche tra i più piccoli ma sicuramente  in questa prima fase, la priorità è proteggere gli anziani e gli adulti con patologie. Proteggere comunque le categorie più a rischio vuol dire comunque far circolare meno il virus, e quindi, indirettamente, proteggere anche la popolazione dei minori.

Ma quando sarà disponibile il vaccino per i bambini?

L’Agenzia europea e le altre agenzie internazionali attendono altri studi che permettano di comprendere meglio gli effetti del vaccino sulla popolazione pediatrica. Le sperimentazioni per i più piccoli dovrebbero iniziare durante la primavera 2021, momento in cui dovrebbero prendere il via i test su piccoli gruppi di adolescenti e successivamente sui più piccoli.

Le aziende farmaceutiche dovranno presentare un piano di investigazione specifico per studiare sicurezza, dose e immunogenicità nelle varie fasce di età.

Al momento l’azienda farmaceutica Pfizer è la prima che sta sperimentando il vaccino negli Stati Uniti sui ragazzi fra i 12 ed i 15 anni, per poi proseguire con quelli della fascia 6-12 e per finire con quella dei più piccoli 2-6 anni. Il vaccino attualmente in uso è già  per utilizzabile nei ragazzi dai 16 anni in su.

In base a quelle che sono state le tempistiche  per la sperimentazione sugli adulti,   entro la fine del 2021 si pensa che si potrà avere disponibilità di un vaccino per i bambini. Per i bambini e neonati della fascia di età 0-2 anni le tempistiche invece si allungano.

I pediatri consigliano di effettuare il vaccino e, in questi giorni si sta discutendo  se sarà possibile la co-somministrazione del vaccino Covid-pediatrico insieme agli altri vaccini tipici dell’età pediatrica.

Al momento, alcune regioni, fra cui la Lombardia hanno dato disponibilità ad effettuare il vaccino antinfluenzale gratuito a tutti i bambini e ragazzi fino a 18 anni. Normalmente questo avveniva solo per la fascia di età 0-6 anni.

Secondo alcuni recenti dati della letteratura scientifica, infatti, sembra che la vaccinazione antinfluenzale riduca il rischio di contrarre il Coronavirus per una indiretta azione protettiva nei confronti dello stesso. Inoltre, le infiammazioni dei bronchi dovute ad altri virus respiratori come l’influenza, favoriscono l’attacco ai recettori ACE-2 delle cellule bronchiali e la diffusione ematica del Coronavirus.

Essere protetti contro l’influenza di stagione riduce al minimo il rischio di confonderla con l’infezione da Coronavirus che ha sintomi, soprattutto nelle fasi iniziali, molto simili se non uguali a quelli dell’influenza. Questo potrebbe di molto limitare l’esecuzione di tamponi per Coronavirus.
Si calcola infatti che, con la vaccinazione anti influenzale, si potranno ridurre di circa 4-5 milioni i tamponi per casi dubbi causati da sintomi simili al Coronavirus.