Riaprono le scuole a Milano dal 7 Aprile: le nuove regole per quarantene e test - Family Days

Riaprono le scuole a Milano dal 7 Aprile: le nuove regole per quarantene e test

Riaprire le scuole fino alla prima media dopo Pasqua, anche in zona rossa. È l’intenzione del governo, come annunciato dal presidente del Consiglio Mario Draghi. La comunità scientifica, tra l’altro, discute sull’impatto delle scuole aperte sui contagi. A prescindere dall’andamento dell’epidemia quindi anche in Lombardia alunni e insegnanti si devono preparare al rientro in classe dopo le feste. A quali regole? L’Ats di Milano il 25 marzo ha scritto a tutti i dirigenti scolastici per comunicare le nuove indicazioni anti-Contagio stabilite dalla Regione. Chi sono i contatti stretti Per la ricerca dei contatti stretti si considerano i due giorni precedenti il tampone o l’inizio dei sintomi della persona contagiata. Si considerano quindi le persone che hanno avuto contatti con l’infetto in questo arco temporale. Se il paziente è stato contagiato da una variante del virus però, si andrà a ritroso di 14 giorni cercando chi è entrato in contatto con lui. La durata delle quarantene La quarantena per i contatti stretti durerà 14 giorni dall’ultimo incontro con la persona positiva al Covid-19. Ats proporrà un tampone alla fine di questo periodo. Non è più possibile terminare la quarantena dopo 10 giorni, neppure di fronte a un tampone negativo. In caso di variante, Ats proporrà un tampone molecolare anziché quello rapido. Se un alunno è positivo Quando nelle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado viene trovato un alunno positivo al Covid, tutti i suoi compagni sono considerati contatti stretti. I docenti, se hanno rispettato le misure anti-Covid, non sono identificati come contatti ma vengono comunque sottoposti a un tampone molecolare. In attesa del risultato continuano a lavorare. Per sottoporsi al test gli insegnanti possono raggiungere senza appuntamento uno dei punti tampone dedicati, portando con sé l’apposito modulo compilato. Nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, in caso di persone positive è prevista la quarantena degli alunni e degli educatori della «bolla». Se un docente è positivo Se invece un docente è positivo, tutti i suoi alunni sono considerati contatti. Se si verifica un secondo caso tra i docenti delle stesse classi dell’insegnante contagiato o se è presente una variante del virustutti i docenti della classe sono identificati come contatti stretti e devono entrare in quarantena. Il rientro in classe Il positivo può tornare in classe una volta guarito, con l’attestazione del medico. I contatti invece rientrano a scuola dopo 14 giorni, se non hanno sintomi. Se fanno il tampone, serve poi l’attestazione del medico curante. Se non lo fanno, non serve alcun documento. Il passaggio alla Dad Quando viene «chiusa» tutta la scuola? Ats prevede che negli istituti dove il 30 per cento delle classi sia coinvolto da almeno un caso Covid si possa valutare il passaggio alla didattica a distanza per tutti e uno screening di massa. Nei plessi dove il 50 per cento delle classi abbia almeno un contagiato, si passa direttamente alla dad e alla quarantena per tutti gli alunni e i docenti. Ats può valutare uno screening completo, che non sostituisce il tampone di fine quarantena. Le seconde e terze medie Il governo, come detto, lavora per riportare in classe gli alunni fino alla prima media anche nelle zone rosseAnci Lombardia ha scritto una lettera al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e al governatore Attilio Fontana per chiedere il rientro a scuola in presenza in zona rossa non solo dei ragazzi di prima media ma anche di quelli di seconda e terza.

Articolo di Sara Bettoni ripreso dal Corriere della Sera del 29 marzo 2021